235 Alfio Garrotto Articoli
11 ottobre, 2022

La psichiatria bariatrica: a tutti gli effetti una branca della chirurgia bariatrica

Il ricorso alla chirurgia bariatrica, cioè all’intervento finalizzato a favorire la perdita di peso, è sempre più frequente e, come spesso accade, l’espansione delle procedure bariatriche ha progressivamente rilevato criticità, non pervenute quando il numero di pazienti trattati era minore.

Per questo, si rende sempre più necessario l’intervento della psicologia bariatrica.

In questo articolo illustrerò la connessione tra psicologia e chirurgia bariatrica; connessione che è stata oggetto di studio e pubblicata su “PubMed Central” e “World Journal of Psychiatry".

 

La chirurgia bariatrica

La chirurgia bariatrica è la branca della chirurgia finalizzata ad aiutare una persona affetta da obesità a perdere peso. Rispetto ai trattamenti tradizionali dell'obesità (ad esempio, dieta, esercizio fisico, modifiche del comportamento e farmaci per la perdita di peso), la chirurgia porta, generalmente a risultati più consistenti in termini di perdita di peso significativa e duratura, fino al 30% del peso corporeo totale.

Un'altra peculiarità di questo intervento è il suo impatto favorevole sulle complicanze metaboliche associate all'obesità, come il diabete di tipo 2.

Per questo motivo, alcuni rapporti si riferiscono alla chirurgia bariatrica come "chirurgia del peso e del metabolismo".

L'implementazione del trattamento chirurgico dell'obesità sta crescendo a un ritmo impressionante. A confermare tale affermazione, vi sono i dati indicati nell'ultima edizione del Registro Globale pubblicato dalla Federazione Internazionale per la Chirurgia dell'Obesità e dei Disturbi Correlati (IFSO, 2019): gli interventi a livello mondiale sono passati da 100092 nel 2014 a 833687 nel 2019.

 

Le criticità degli interventi bariatrici

Come si è accennato all’inizio, il frequente ricorso alla chirurgia e lo sviluppo di nuove tecniche, ad essa correlate, hanno messo in evidenza criticità che finora non erano state rilevate.L’aspetto critico più rilevante è la necessità di una valutazione, nonché cura, della salute mentale dal momento che questo genere di interventi sono considerati come un "viaggio" che influirà per sempre sulla vita dei pazienti.

Dopo l'intervento, infatti, i pazienti subiscono importanti cambiamenti nelle loro funzioni fisiologiche, nei processi psicologici, nelle abitudini di vita e nelle interazioni sociali. Pertanto, hanno bisogno di colloqui frequenti con gli specialisti, i quali li accompagneranno durante tutto il percorso, anche post-operatorio. Nonostante la loro importanza all'interno delle équipe, spesso psicologi e psichiatri svolgono un ruolo marginale o poco definito nella valutazione preoperatoria e nel follow-up postoperatorio.Oggi, però, non possiamo più vedere la loro figura come marginale.

 

Il ruolo degli psicologi oggi

Negli ultimi anni gli studi si sono focalizzati sulla moltitudine di aspetti da considerare durante le valutazioni pre-operatorie e i follow-up postoperatori, così da ridurre il divario, che è sempre esistito, fra chirurgia bariatrica e psichiatria.

L'insieme delle evidenze derivate da questi studi è così ampio e diversificato da far concludere che la psichiatria bariatrica ha acquisito lo status di nuova sottospecialità nell'ambito della salute mentale e della psicopatologia.

 

Le categorie di obiettivi psichici

Generalmente, gli interventi chirurgici di routine non richiedono un giudizio psicologico. Per questo, c’è ancora molto scetticismo rispetto all’importanza di quest’ultimo prima di un’operazione bariatrica.È importante, dunque, fare chiarezza e spiegare quali siano gli obiettivi del percorso psicologico:

  1. accertare che non vi siano controindicazioni psichiatriche a una chirurgia bariatrica sicura;
  2. diagnosticare e trattare le condizioni mentali pre-intervento che potrebbero predire una scarsa perdita di peso;
  3. diagnosticare e trattare le condizioni mentali post-chirurgiche associate a una scarsa qualità di vita.

 

Le controindicazioni psichiatriche e la mancanza di linee guida

Nonostante quanto appena detto, non esistono linee guida che indichino quali siano le reali controindicazioni psicologiche che possano raccomandare un ritardo o una cancellazione dell’intervento. Questa mancanza è un problema che deve essere afforntato.

Devono essere identificate delle linee guida standardizzate per l'idoneità psichiatrica basate su dati longitudinali che si concentrino non solo sulle complicazioni mediche e sulla perdita di peso, ma anche sulla salute mentale e sulla qualità della vita dopo l'intervento

 

Conclusioni

La psichiatria bariatrica è in movimento. Il suo  ruolo è, attualmente, più importante che nel recente passato e probabilmente acquisirà una responsabilità ancora maggiore in futuro. Purtroppo, però, molte questioni cliniche rimangono irrisolte. Abbiamo bisogno di più dati a lungo termine su misure di esito come la qualità della vita, l'aderenza alle linee guida comportamentali, il rischio di suicidio e la prevalenza di disturbi psicologici e disturbi mentali dopo l'intervento. Questi dati saranno fondamentali per decidere "quanta psichiatria è troppa" per i pazienti bariatrici e mettere “ordine” all’interno delle diverse scuole di pensiero al fine di trovare una linea d’azione comune efficace. Infatti, mentre alcuni autori hanno sostenuto la necessità di interventi psicosociali pre e post-operatori più intensivi altri hanno addirittura criticato l'obbligo di una valutazione psicologica pre-operatoria per tutti i pazienti che si sottopongono a chirurgia bariatrica.

Dr.Alfio Garrotto