439 Alfio Garrotto Articoli
13 marzo, 2020

Coronavirus, quali rischi per i pazienti oncologici?

Quali sono le conseguenze indirette dell'emergenza Coronavirus per i pazienti oncologici? La domanda non è peregrina visto che arrivano da più parti d'Italia, soprattutto le più colpite dal virus, segnalazioni di disagi e di potenziali mancanze di precauzioni che potrebbero portare all'aggravarsi delle condizioni di salute di chi è già malato e dunque assume una posizione di rischio più elevata rispetto ad una persona sana. Sul tema nei giorni scorsi è intervenuta l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che innanzitutto ha suggerito di rinviare in alcuni casi i trattamenti antitumore programmati: attivazione di percorsi di follow-up via mail o telefono, rinvio delle visite di controllo, valutazione caso per caso sul rapporto tra il rischio (per il singolo e per la collettività) dovuto all'accesso alle strutture sanitarie ed i benefici del trattamento.

«L'Associazione Italiana di Oncologia Medica – affermano il presidente Giordano Beretta e Saverio Cinieri[1], presidente eletto della società scientifica – manifesta grande solidarietà a tutti gli oncologi medici e a tutti gli operatori di area oncologica che, al fianco degli altri medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari, stanno affrontando o si preparano ad affrontare l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. In particolare, il nostro pensiero va a chi è impegnato in prima linea nelle zone rosse e nelle Regioni dove i contagi sono ad oggi più alti».

Una serie di associazioni di pazienti oncologici, tra cui Associazione Pazienti Italia Melanoma (APAIM), L’Arcobaleno della Speranza Onlus, Associazione Italiana dei Pazienti con Sindrome Meliodisplastica Onlus (AIPaSiM), Associazione Lorenzo Perrone Onlus (ALP), Associazione Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali (PaLiNUro), Salute Donna Onlus, Salute Uomo – Associazione per la prevenzione e lotta ai tumori maschili, Uì Together e Women Against Lung Cancer in Europe (WALCE Onlus), ha scritto una lettera aperta al ministro della Salute Roberto Speranza per richiedere la sua attenzione sulla delicata questione della gestione dei pazienti oncologici e onco-ematologici, presso le strutture sanitarie nazionali, in relazione agli avvenimenti che riguardano la diffusione del Coronavirus in Italia. «Nel nostro Paese – si legge nella lettera[2]secondo gli ultimi dati diffusi dall’AIOM, esistono circa 3.400.000 pazienti affetti da diverse forme tumorali e, per tale ragione, maggiormente vulnerabili. Riteniamo urgente e quanto mai necessario che il Ministero, attraverso l’interlocuzione con gli esperti e con le Associazioni Pazienti, si faccia parte attiva per tracciare linee guida utili ai pazienti oncologici e oncoematologici e agli operatori delle strutture sanitarie per fronteggiare questa emergenza». Un'altra lettera, a dimostrazione di quanto sia sentito il problema, è stata scritta al ministro Speranza anche dal presidente dell'Associazione ALCASE Italia ODV[3] che si batte per i diritti dei malati di tumore al polmone. « I pazienti oncologici, che godono, in tempi normali, di percorsi sanitari prioritari, relativamente ad esami diagnostici, prestazioni cito-istologiche, terapie ed interventi, abbiano ora urgenza di conoscere come sia possibile loro accedere ai reparti e ai servizi ospedalieri, in condizioni di massima sicurezza possibile, anche in questa fase. Ad essi, ad esempio, andrebbero fornite – all’ingresso nella struttura sanitaria – mascherine con filtro ffp3 (se non già in possesso dal malato): un paziente sotto chemioterapia ha le difese immunitarie bassissime e va tutelato e protetto.  Segnalo il consiglio che un’oncologa di un importante centro oncologico d’eccellenza di Milano ha dato a un membro di uno dei nostri gruppi di supporto. Alla domanda della paziente, sotto immunoterapia, che chiedeva come comportarsi, la risposta è stata: “Bisognerebbe evitare di muoversi”. Ma come?! Il farmaco immunoterapico della signora può essere reperito solo in una struttura ospedaliera, e non nella farmacia sotto casa! Credo che sia i centri oncologici sia i pazienti abbiano urgenza di conoscere ciò che devono fare per non interrompere un servizio vitale e continuativo. È di fondamentale importanza che vengano declinate insieme misure di contenimento del virus, da un lato, e il diritto alle cure del paziente oncologico, dall’altro». Alla luce di tutto questo appare comprensibile il messaggio lanciato dall'AIOM, laddove sia possibile applicarlo, in questa imprevista emergenza dove i carichi di lavoro del personale sanitario sono enormi e dove le linee guida nelle ultime settimane non sono state sempre chiare e lineari. «AIOM invita tutti gli associati a rispettare scrupolosamente – e a divulgare capillarmente – le direttive del Ministero della Salute e delle altre autorità competenti, al fine di tutelare la salute di tutti noi ed aiutare a limitare il più possibile i contagi».