198 Alfio Garrotto Articoli
28 febbraio, 2020

Diabete, 700 milioni di malati nel 2045: l'allarme dell' International Diabetes Federation

Rischiano di essere 700 milioni le persone malate di diabete nel 2045, con una crescita di oltre la metà rispetto ai 463 milioni di oggi. Sono questi alcuni degli allarmanti dati che sono stati diffusi nel corso della nona edizione dell' International Diabetes Federation (Idf): solo negli ultimi due anni i malati sono aumentati di quasi 40 milioni con previsioni per il futuro davvero nefasto. Il punto della situazione è stato fatto a Milano nel corso dell'iniziativa “Al cuore del diabete”[1], nata per sensibilizzare su queste tematiche e soprattutto sull'importanza del controllo del peso corporeo, del livello di glicemia e di tutti gli altri fattori di rischio responsabili di alcune note complicanze del diabete, soprattutto di carattere cardiovascolare. La campagna  è stata realizzata con il patrocinio di SID – Società Italiana di Diabetologia e AMD – Associazione Medici Diabetologi, in connessione con il progetto internazionale Cities Changing Diabetes e il contributo non condizionato di Novo Nordisk. I dati diffusi possono essere anche peggiori dal momento che la stessa Idf ha ricordato come si stimino nel mondo 232 milioni di persone con un diabete non ancora diagnosticato e 374 milioni con IGT, insufficiente tolleranza al glucosio: ossia lo stato di pre-diabete che concorre ad un'alta probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. E sono proprio quest'ultime le responsabili di disabilità e purtroppo anche di decessi nelle persone con diabete di tipo 2. «Nonostante la forte correlazione tra diabete e rischio cardiovascolare, da una recente indagine promossa sempre dall’IDF, che ha coinvolto oltre 12 mila persone con diabete di tipo 2 in 130 Paesi, è emerso una conoscenza dei fattori di rischio parziale – ha spiegato Antonio Nicolucci, Direttore CORESEARCH - un paziente su quattro non era consapevole del ruolo svolto dall’ipertensione e dal sovrappeso, uno su tre ignorava che iperglicemia, ipercolesterolemia, fumo e inattività fisica aumentano il rischio cardiovascolare e circa uno su due non conosceva l’importanza di elevati livelli di stress, del diabete di lunga durata e di un’età oltre i 65 anni come fattori di rischio. Questi dati suggeriscono che le persone con diabete non sono sufficientemente informate, tendono a sottostimare la gravità del problema ed è quindi fondamentale inserire l’educazione sui fattori di rischio cardiovascolari come parte integrante dell’assistenza alle persone con diabete». Per avere un dato certo della situazione italiana bisogna prendere in mano i dati Istat che si riferiscono al 2017. Tra gli over 45 le malattie cardiologiche si presentano nel 7,5% dei casi. Questa percentuale sale però al 17,1% tra le persone con diabete, ossia ben oltre il doppio rispetto ai non diabetici. Per avere una conferma della diffusione di complicanze cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 basta consultare i dati epidemiologici emersi nello studio RIACE: una persona con diabete su quattro ha avuto un pregresso evento cardiovascolare maggiore. Una prevalenza che aumenta con la durata del diabete, arrivando a una persona su tre nella fascia di chi convive con il diabete da oltre 20 anni. «Proprio sensibilizzare sull’importanza del controllo glicemico, del peso corporeo e di tutti gli altri fattori di rischio che concorrono allo sviluppo di complicanze, in particolare di quelle cardiovascolari è stato lo scopo della campagna nazionale ‘Al cuore del diabete’- dice Regina Dagani, Presidente AMD Lombardia - Milano è la quarantottesima tappa delle cinquanta previste nelle piazze italiane dell’unità mobile che permette alle persone con diabete di ricevere una valutazione diagnostica del rischio cardiovascolare. Una volta completato il percorso degli esami previsti misurazione dei valori di emoglobina glicata e del profilo lipidico, ecocardiogramma ed ecocolordoppler carotideo le persone con diabete possono confrontarsi con un diabetologo e un cardiologo».

Nelle ultime settimane sono state proprio le due società scientifiche Sid e Amd a presentare una denuncia penale e civile nei confronti di Adriano Panzironi, giornalista e inventore della controversa dieta “Life 120” che promette di far vivere addirittura ben 120 anni.  Secondo quanto dichiarato da Panzironi nel corso della sua ultima convention a Roma, fornirebbero “consigli criminali”. «Si tratta di accuse gravi e calunniose che abbiamo rilevato dai video acquisiti - ha spiegato il presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Francesco Purrello[2], nel corso della consueta conferenza stampa di presentazione della Giornata mondiale del diabete - l'alimentazione è un elemento importante per la prevenzione del diabete e anche per le persone che già hanno la malattia. Non a caso quest'anno abbiamo deciso di raccogliere ricette regionali sane e gustose corredate dai consigli per una preparazione salutare, per ricordare che mangiare bene è il primo passo per stare bene. L'alimentazione è talmente importante che ci preoccupano le fake news sul tema e gli esperti improvvisati che possono creare danni. La denuncia a Panzironi, in quest'ottica, non è solo una difesa della categoria ma anche dei nostri pazienti. Il marketing è una cosa, la medicina un’altra e a praticarla dovrebbero essere solo persone qualificate, non 'orecchianti della professione', pronti a strumentalizzare i risultati di ricerche serissime per sostenere delle tesi ascientifiche. Ma molto lucrose».

Dr. Alfio Garrotto