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25 settembre, 2019

Nuova speranze per la cura del tumore al pancreas

C'è una nuova terapia che in modo mirato potrebbe in futuro curare alcuni tipi di tumori al pancreas. La speranza arriva da uno studio dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena pubblicato sulla rivista Cancer Research[1]. La ricerca è riuscita ad identificare  a livello preclinico, una nuova terapia specifica per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall'oncogene K-Ras. Lo studio è stato coordinato dal gruppo guidato da Luca Cardone, team leader dell'Unità di Immunologia e immunoterapia. Vediamo di comprendere meglio di cosa si tratta. La ricerca ha messo in luce come la decitabina, farmaco già in uso clinico per altre neoplasie, abbia una potente azione antitumorale mirata per tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie a un approccio di riposizionamento di farmaci.. Secondo la statistica, una percentuale compresa fra il 30% e il 50% dei casi di tumore al pancreas mostra una dipendenza molecolare da K-Ras in grado di rispondere potenzialmente alla decitabina. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie ad un approccio di “riposizionamento” di farmaci, cioè nuove indicazioni terapeutiche per farmaci conosciuti, altrimenti detto “drug repurposing”.[2]

«Il nostro studio – spiega Luca Cardone, ricercatore IRE e autore della pubblicazione ha permesso di identificare e validare, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti con tumore del pancreas  dipendente dall’oncogene K-Ras. Circa il 95% dei tumori pancreatici sono mutati geneticamente per il gene K-Ras ma è possibile distinguere due sottogruppi di pazienti, quelli che hanno una reale dipendenza molecolare da K-Ras  e quelli che pur avendo la mutazione genica, non ne sono più dipendenti.  Tale dipendenza si può misurare grazie a dei marcatori molecolari basati sull’espressione di centinaia di geni che abbiamo usato per interrogare, mediante algoritmi computazionali, banche dati relative agli effetti molecolari di farmaci già in uso clinico. Tale approccio ha consentito di identificare il farmaco decitabina, utilizzato per il trattamento di altre neoplasie, come un potenziale inibitore di questa caratteristica dipendenza molecolare e, quindi, delle funzioni dell’oncogene K-Ras»

Attraverso un approccio multidisciplinare, hanno fatto presente i ricercatori,  con l’utilizzo di modelli sperimentali e calcoli biocomputazionali, si dimostra come i tumori pancreatici con alta dipendenza molecolare per K-Ras abbiano un’alta sensibilità al trattamento con la decitabina, mentre i tumori indipendenti da K-ras siano quasi cento volte meno sensibili o completamente resistenti. Il farmaco si è dimostrato anche capace di arrestare la progressione metastatica della malattia in modelli sperimentali di tumori pancreatici K-RAS dipendenti. Infine hanno anche compreso il meccanismo molecolare alla base della vulnerabilità selettiva dei tumori con tale dipendenza.

 La ricerca è stata condotta in collaborazione con l'Anderson Cancer Center dell'Università del Texas, l'Istituto Telethon di genetica e Medician (Tigem) di Napoli e l'Università di Chieti.

Dr. Alfio Garrotto