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9 settembre, 2019

Tumore al pancreas, 15enne americano scopre un metodo per la diagnosi precoce

Arriva da un 15enne americano una scoperta che potrebbe rivoluzionare la diagnosi precoce del tumore al pancreas. Il giovane ha infatti inventato un test in grado di rilevare la malattia con grande anticipo. La scoperta sarebbe importantissima se consideriamo che solo in Italia si registrano quasi 14000 nuovi casi ogni anno, nell'età compresa tra i 50 e gli 80 anni. La scoperta arriva da Jack Andraka, un promettente studente americano di Crownsville (Maryland)[1].

Tramite il suo test, nella fase sperimentale di laboratorio, è emerso un incredibile tasso di accuratezza che rasenta il 100%. A far scattare la molla motivazione a Jack è stato il dolore per la morte prematura di un amico. A quel punto si è reso conto che i metodi di diagnosi della malattia oltre ad essere piuttosto antiquati sono anche molto costosi. Il giovane si è messo quindi in moto isolando inizialmente una molecola come biomarcatore del tumore: di solito tale molecola compare agli inizi della malattia. Poi in un secondo momento ha individuato anticorpi sensibili a quella proteina, legandoli con una rete di nanotubi. «Così dopo aver trovato una valida proteina da individuare, ho spostato la mia attenzione sulla rilevazione di tale proteina, e quindi del cancro al pancreas. Ora, la mia illuminazione è arrivata in un luogo davvero insolito probabilmente il luogo più improbabile per l'innovazione: la mia classe di biologia alle superiori, che soffoca l'innovazione.  Avevo letto in un articolo di cose chiamate nanotubi di carbonio, che non sono altro che lunghi sottilissimi tubicini di carbonio dello spessore di un atomo pari a un cinquantesimo del diametro di un capello. E nonostante le minuscole dimensioni, hanno della proprietà incredibili. Sono delle specie di supereroi della scienza dei materiali. E mentre stavo leggendo questo articolo di nascosto sotto il mio banco durante l'ora di biologia, in teoria avrei dovuto prestare attenzione a questo altro tipo di molecole interessanti chiamate anticorpi. E sono davvero interessanti perché reagiscono solamente a una specifica proteina, ma non sono così interessanti come in nanotubi in carbonio. Allora, mentre ero in classe, mi venne in mente questo: avrei potuto combinare ciò di cui stavo leggendo, i nanotubi in carbonio, con quello a cui avrei dovuto prestare attenzione, ovvero gli anticorpi. Essenzialmente, potevo intrecciare un po' di questi anticorpi in un reticolo di nanotubi di carbonio così da avere una rete che reagisce solo a una proteina, e inoltre, considerate le proprietà dei nanotubi, avrebbe cambiato le sue proprietà elettriche basate sul quantitativo di proteina presente»[2]

Non potendo più proseguire da solo Andraka aveva a questo punto bisogno di un laboratorio idoneo dove sperimentare la ricerca. Per ottenerlo ha inviato la sua tesi a 200 ricercatori fino a quando non ha trovato la collaborazione del direttore di un laboratorio della John Hopkins School of Medicine. Non senza ostacoli e le feroci critiche di altri ricercatori, il ragazzo è riuscito a mettere a punto un piccolissimo dispositivo, una sonda con una minuscola asta di livello con carta da filtro che, se utilizzata con uno strumento in grado di misurare la resistenza elettrica, è in grado di rilevare precocemente il tumore. «Una delle parti migliori del sensore, è che ha un'accuratezza pressoché pari al 100% e può diagnosticare il cancro nei primissimi stadi quando si ha quasi il 100% di probabilità di sopravvivenza. E così, nei prossimi due o cinque anni questo sensore potrebbe potenzialmente portare le percentuali di sopravvivenza al cancro pancreatico da appena il 5,5 per cento a quasi il 100%, e così anche per il cancro alle ovaie o ai polmoni. Ma non si fermerà qui. Cambiando questo anticorpo, si può verificare una proteina diversa, ovvero una malattia diversa, in teoria qualsiasi malattia nel mondo intero. Significa poter diagnosticare dalle malattie cardiache alla malaria, dall'HIV, all'AIDS, così come qualsiasi tipo di cancro - qualsiasi cosa».

Si tratterebbe, come dicevamo, di una grande scoperta perché solitamente la malattia che colpisce il pancreas insorge in modo sordo senza farsi accorgere e poi esplode quando ormai la neoplasia è troppo estesa con sintomi a quel punto non ignorabili: perdita di peso e di appetito, dolore sordo alla schiena od alla parte superiore dell'addome, l'ittero, estrema debolezza, vomito frequente, nausea. «Forse un giorno potremo avere tutti quello zio extra, quella mamma, quel fratello, sorella, potremo tutti avere quel membro della famiglia in più da amare, e i nostri cuori si saranno liberati del peso di quella malattia che viene dal cancro al pancreas, alle ovaie o ai polmoni, e potenzialmente da qualsiasi malattia, perché grazie a internet tutto è possibile. Le teorie possono essere condivise, e non è necessario essere dei professori con lauree multiple per far sì che le vostre idee abbiano un valore. È uno spazio neutrale, dove l'aspetto che avete, l'età o il sesso non hanno importanza. Sono le vostre idee che contano. Per quanto mi riguarda, sta tutto nell'utilizzare Internet in un modo completamente nuovo e realizzare che offre molto di più che non pubblicare qualche sciocca immagine di noi stessi online. Potreste cambiare il mondo». 

Il tumore al pancreas si manifesta quando alcune cellule, specie quelle di tipo duttile, iniziano a moltiplicarsi in modo quasi impazzito e senza controllo. Tra le cause spesso si annovera il fumo (aumento di tre volte della possibilità di ammalarsi), il diabete di tipo 2, alcune rare malattie genetiche come la  sindrome di von Hippel-Lindau. Altre cause secondarie che non possono essere escluse sono gli eccessi di alcol e caffeina, l'esposizione a solventi industriali o agricoli legati al petrolio, l'obesità.

Dr. Alfio Garrotto