1306 Alfio Garrotto Articoli
12 agosto, 2019

Mini Bypass Gastrico, la soluzione migliore per risolvere il diabete tipo II e altre patologie

Il Mini Bypass Gastrico consiste nell’isolamento della piccola curvatura dal resto dello stomaco con la creazione di un tubo gastrico che poi si abbocca ad un’ansa digiunale  a circa due metri dal Treitz, zona dove la porzione talora abnormemente assorbitiva sembra normalizzarsi . Alla fine si ricostruisce il tratto gastrointestinale senza asportare nulla,  la porzione cosiddetta esclusa ha una normale funzione secretiva  e di trasporto del normale flusso bilio-pancreatico. Inoltre l’anastomosi del moncone alimentare col digiuno garantisce un flusso alimentare normale senza aumenti pericolosi di pressione nello stomaco che nella sleeve portano al vomito o peggio ancora alla comparsa di pericolose fistole. Lo stomaco cosiddetto escluso produce la sua normale acidità all’arrivo del cibo e, finora, non si sono mai riscontrati nei pazienti operati comparsa di neoplasie, comunque facilmente esplorabili con la TAC Spirale. Per contro la “mancata visione”  del cibo nel tratto escluso comporta un assorbimento modicamente ridotto  e la mancata immissione in circolo di alcune sostanze neuro-ormonali responsabili dello stimolo sul pancreas ed altri organi con conseguente riduzione e scomparsa di numerosi sintomi della malattia metabolica.

Questo intervento alcuni lo chiamano Bypass gastrico monoanastomosi, come se il Mini Bypass Gastrico fosse una variante del primo. Questo non è vero per tanti motivi. Nel Bypass con ansa alla Roux (Y) in realtà dopo la confezione di un piccolo pouch gastrico si interpone circa a1,5mt di ansa digiunale che ha una funzione più di “condotto” che altro: la mancanza del flusso biliopancreatico in essa non consentono un adeguato assorbimento dei grassi e delle proteine, mentre i glucidi, molecole più semplici, vengono assorbiti determinando un costante stress alle cellule Beta pancreatiche che portano nel tempo alla comparsa del diabete se il paziente introduce costantemente micidiali bevande zuccherate.

Nel Mini By Pass Gastrico il cibo ingerito raggiunge il piccolo stomaco che in realtà è la piccola curvatura dove fin da neonati le sostanze alimentari passano e cominciano ad essere digerite, poi raggiunge il tenue dove, senza “tratti morti a tipo condotto idraulico” viene subito a contatto dei succhi bilico-pancreatici e quindi regolarmente assorbito.

A pensarci bene mai nessuno è morto di malassorbimento dopo una resezione intestinale per altre patologie, anzi nel tempo si assiste ad una ripresa dell’assorbimento con recupero del peso.

Ma soprattutto bisogna ricordare che il confezionamento di un MiniBypass Gastrico non è altro che la vecchia “Billroth II” intervento collaudato, certificato, con complicanze minime. Certo non è tutto oro quello che luccica, nel senso che bisogna talora imbattersi in qualche crisi ipoglicemica o con una sindrome da dumping con vomito. Tutto ciò è evitabile con alcuni accorgimenti alimentari. Il reflusso biliare è un’altra manifestazione nella quale può imbattersi il minibypassato, e su questo possiamo dire che la risoluzione si è attuata con una modifica nel confezionamento dell’anastomosi gastro enterica.

Se poi sul piatto della bilancia mettiamo la scomparsa del Diabete tipo II, dell’ipertensione arteriosa, delle apnee notturne, delle sofferenze cardiovascolari, del miglioramento della angiopatia periferica, della conduzione di una vita quasi del tutto normale, credo che fare un pensierino a tutto ciò sia d’obbligo.

Infine e soprattutto la risoluzione del diabete di tipo II ci ha portato a scopo di ricerca a proporre un Mini Bypass Gastrico (con le dovute modifiche legate al tratto bypassato di digiuno e del tubulo gastrico, quasi ad assumerlo ad una Billroth II senza resezione gastrica) a pazienti  diabetici che hanno un BMI compreso tra 30 e 35.

Dr. Alfio Garrotto